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MISSION_

 

Realizzare e diffondere un modello innovativo di ricerca e sviluppo socio-culturale, con particolare riferimento alla promozione di un territorio dalla forte identità e con un diffuso disagio sociale.
Favorire e mantenere una costante e produttiva interazione tra la cultura contadina vesuviana e ambienti culturali e artistici di livello nazionale ed internazionale.
Promuovere l'integrazione sociale, il dialogo intergenerazionale, la crescita culturale ed occupazionale anche attraverso programmi e progetti di grande rilievo e prestigio.

Breve cunto. Breve storia. La genesi del Torchio

L'incontro di un attore professionista napoletano, diplomatosi all'Accademia nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma, con la Festa delle Lucerne di Somma Vesuviana e il dialogo instaurato con alcune persone del posto, fortemente legate alla propria terra e alle sue tradizioni, ha avviato un processo spontaneo, coinvolgente e creativo di conoscenza e scambio reciproco. urante la preparazione della Festa del 1998, l'intensità di questo dialogo ha iniziato prima col coinvolgere appassionatamente una ventina di persone, di tutte le fasce di età, insieme alle loro famiglie, fino ad estendersi poi pian piano all'intero borgo del Casamale. E'partita allora una gara a raccontarsi, scavando nella propria memori; questa volta dinanzi ad un ascoltatore diverso e attento. Stavolta, l'ascoltatore non era il solito "forestiero" pronto a stimolare racconti per un proprio desiderio voyeristico culturale o per reperire materiale per le proprie iniziative.
Stavolta, il nuovo arrivato ha saputo suggerire un metodo per indagare nella propria forte identità, per poter in primo luogo acquisirne maggiore coscienza e poi condividerla attraverso un modo nuovo e ai più sconosciuto di raccontarsi con il linguaggio e le regole del teatro.
Ha trasferito in maniera empirica i primi rudimenti di questo linguaggio e ha costretto le persone a ricercare, scrivere e salire sulla scena per rappresentarsi, dinanzi ad un pubblico costituito dalla propria stessa gente, in grado quindi di capire e dialogare. Il gioco, dal titolo "Nce steva na vecchia arret' a nu specchio", è sembrato subito avere aspetti di una portata sociale e culturale rilevante: le generazioni si confrontavano tra loro in modo diverso, i giovani mettevano a fuoco aspetti inediti della propria cultura, il linguaggio teatrale appariva efficace per capire il proprio ambiente e trarne spunti di crescita.

Da allora, il gioco si è esteso ed è nato "Il Torchio" che, seppur tra inevitabili alti e bassi, ha superato ormai i cinque anni di vita. In questo periodo, il gruppo originario non ha mai mollato, ha trovato uno spazio fisico, resosi indispensabile, accollandosene totalmente i costi di gestione, ha promosso e realizzato spettacoli teatrali, laboratori formativi, eventi culturali che hanno offerto a molte persone occasioni uniche di confronto e crescita.
Il Torchio è attualmente all'attenzione come modello di ricerca e sviluppo in ambito culturale da parte di entità come Accademie teatrali, cooperative, importanti nomi del panorama teatrale nazionale ed internazionale. A questo punto, è divenuta necessità fondamentale quella di rendere tale modello sostenibile per non comprometterne irrimediabilmente contenuti e progetti.